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Giugno 2016, Roio Piano (L’Aquila).

Mi trovo in questo piccolo centro, distrutto dal terremoto del 2009 per realizzare uno degli assigment ricevuti nell’ambito del progetto “Lo Stato delle Cose”, che si pone l’obiettivo di documentare la situazione post-terremoto a L’Aquila e provincia dopo sette anni dal sisma.

Devo incontrare due giovani artisti che tenacemente, rimangono attaccati alla loro terra ed alle sue tradizioni. Conosco così Massimo Piunti e Silvia di Gregorio che insieme, mantengono in vita la tradizione delle “Pupazze”. Personaggi in cartapesta che sfilano nelle piazze e nelle strade degli antichi borghi abruzzesi durante i giorni di festa. Parlo con loro e li fotografo e rimango contagiato dalla loro volontà, dal loro entusiasmo e dalla loro voglia di resistere nonostante le avverse condizioni. In una vecchia rimessa pericolante scorgo le loro creazioni e due di queste, in particolare, mi colpiscono. Sono altissime e tutte bianche (a differenza di altre che sono completamente dipinte), quasi spettrali. Sembrano degli spettri, dei fantasmi. Quella stessa sera, quei “fantasmi” attraverseranno quanto rimane di Roio Piano, come visitatori ultraterreni, viandanti simbolici, attraverso qualcosa che ormai non c’è più, come silenziosi custodi della sua memoria.

 

Ho rivisto dopo un anno Massimo e Silvia: continuano a resistere ed a lavorare in un nuovo laboratorio, dove Massimo può dare libero sfogo alla sua vena creativa, producendo innumerevoli quadri ed altre opere bellissime, mentre insieme costruiscono nuove pupazze e girano i paesi facendole ballare ed anche insegnando ai bambini a costruirle.

La Bellezza salverà il mondo, disse Fiodor Dostoevskij. Non so se ci riuscirà veramente, ma sicuramente Massimo e Silvia, il loro piccolo contributo lo portano tutti i giorni.

Donato Chirulli

 

Immagini realizzate con Fujifilm X-Pro2 e FUJINON XF35mm F1.4 R