Già da tempo maturavo il forte desiderio di realizzare delle foto subacquee. Le mie intenzioni naufragavano ogni volta che mi confrontavo con la complessità dell’attrezzatura necessaria e con i costi spesso impegnativi.

Nell’ultimo periodo mi ero documentato sulle varie possibilità, sia consultando i vari forum del settore, interagendo con altri fotografi, sia monitorando i vari mercatini dell’usato. Le mie ricerche mi hanno portato ad una conclusione: la mia scelta si sarebbe rivolta ad una compatta per così dire “evoluta” o ad una mirrorless. Un giorno di aprile, per caso, mentre stavo fotografando con le mie Fujifilm, mi sono posto la seguente domanda: e se portassi le macchine Fujifilm nel profondo blu del mare?

Il giorno successivo, entusiasta e carico di buone intenzioni, ho iniziato le mie ricerche su cosa servisse per la mia impresa titanica.

1. Lo Scafandro

Serve uno scafandro, non uno impermeabile, ma uno che possa resistere a meno 30/40 metri di profondità. Passo in rassegna i produttori primari di scafandri subacquei, ma nulla! Non trovo nulla dedicato al marchio Fujifilm. Tentenno per alcuni giorni, ma per caparbietà continuo il mio studio.

Non ricordo come, ma tramite alcune indagini sul web, mi imbatto nel produttore Meikon di Hong Kong. E con grande sorpresa scopro che proprio la Meikon produce scafandri per i modelli Fujifilm; ma la delusione è dietro l’angolo, i modelli delle macchine fotografiche che possiedo non sono compatibili con i loro prodotti.

Così ricevo una X-M1 in prova. Il passo successivo sarà quello di comprare lo scafandro adatto.

2. La Luce

Problema non di poco conto nella fotosub. Questione molto nota nel settore è che, man mano che si scende nel blu, lo spettro colore cambia, diminuiscono le tonalità calde per lasciare spazio alle tonalità più fredde, il blu.

Luce continua o luce flash, quale considerare?  Alla fine opto per un sistema misto abbinando un flash e una torcia subacquea a luce continua, che potrò utilizzare anche come “focus light”.

3. Il supporto

L’ultimo elemento, da non sottovalutare per l’ergonomia e per la gestione dell’intero sistema, sono i supporti per sostenere e stabilizzare tutta l’attrezzatura fotografia.

4. Finalmente il mare

Isola di Ventotene, 3 giugno 2016, giornata asolata, temperatura percepita 24 gradi C. Mi trovo sulla banchina del molo, tutto è pronto dalla sera prima: la “piccola” Fujifilm X-M1 è alloggiata nel suo scafandro, le guarnizioni (o-ring) ingrassate con cura, batterie cariche, tutti i vari elementi sono montati sulle staffe.

Prima di salire a bordo della barca diretta al un punto di immersione, raccolgo suggerimenti ed informazioni con i divemaster; tra qualche minuto si parte.

Durante il tragitto, dal porto al punto di immersione, guardando la “piccola” Fujifilm incominciano i primi dubbi: entrerà acqua nella custodia? Riuscirò a realizzare almeno una fotografia accettabile? Ci sarà visibilità? Riuscirò a gestire la luce artificiale? D’altro canto fino al quel momento avevo solo eseguito dei test a casa, nulla di più, ma in ogni avventura che si rispetti è bene lasciare che tutto faccia il suo decorso.

La guida si ferma esattamente sul punto di immersione, il gruppo dei sub si prepara, me compreso, e una volta sceso in acqua il master instructor mi passa la fotocamera.

Sono a pelo d’acqua, in attesa del segnale di inizio immersione, ancora una volta controllo se entra acqua (fobia di ogni fotografo subacqueo!)

Mi rassicura un po’ il fatto che lo scafandro, se pur non professionale, è dotato di un segnalatore di allagamento, tutto OK. Accendo la Fujifilm e tutto funziona perfettamente e dal monitor posteriore appare, finalmente, il profondo blu.

La guida sub ci segnala l’inizio immersione, si inizia, -5 -10 -20 metri di profondità stop, ultimo check, tutto regge perfettamente!

5. Nel Blu

Per prendere confidenza con la nuova attrezzatura, decido di iniziare con delle foto ambiente, imposto il pratico e funzionale zoom 16/55 sempre Fujifilm alla focale più ampia possibile, in modo da avere una copertura di campo molto estesa. La X-M1 è impostata in manuale. In modo precauzionale avevo già impostato dei parametri di “massima” in terra ferma, consentendomi così una reattività maggiore alle possibili situazioni e in modo da potermi concentrare sulla composizione e gestione della luce.

Decido di scendere ulteriormente a metri -25 così da avere una visione più ampia e, come suggerito da alcune guide sub, “la ripresa dal basso verso l’alto rende la foto eccellente e risalta la tridimensionalità dei soggetti e dell’ambiente stesso “ (e come non seguire il prezioso consiglio!).

Nonostante la luce ambiente ridotta e senza l’utilizzo, ancora, di luce artificiale, l’abbinamento della X-M1 con il 16/55 fa si che l’utilizzo dell’autofocus sia impeccabile; i rari momenti di debolezza del sistema di messa a fuoco sono da imputare all’errore umano.

Dopo un po’ di scatti, decido di provare delle inquadrature ravvicinate con soggetti fermi, mi avvicino a dei grossi massi dove, intorno ai -28 metri, scorgo degli anfratti. Finalmente accendo il flash ed anche la focus-light, che in futuro userò molto poco, poiché il sistema di messa a fuoco della X-M1 con lo zoom 16/55 mi garantirà sempre ottimi risultati. Il mio primo soggetto è una bellissima stella marina, poi un pesce colorato di piccole dimensioni rintanato tra le rocce. Da qui in poi sperimento sulla mia muta, la difficile e problematica gestione dei flash nella fotosub.

 

Risalendo di quota ed andando avanti nel percorso, mi soffermo su un particolarissimo anemone in una distesa di sabbia, poi su una bellissima Flabellina posizionata su un filo di erba marina, e per finire una distesa di “castagnole “ (Chromis chromis) dal colore blu scuro.

Al mio “battesimo” del mare nell’isola di Ventotene, seguirono altre due avventure fotografiche subacquee, prima in Grecia e poi in Malesia. Quella malesiana è stata sicuramente la più divertente ed appagante dal punto divista fotografico ed ha alimentato la curiosità e la voglia di scoprire sempre di più questo mondo nuovo della fotografia.

Il sistema fotografico Fujifilm si è comportato ottimamente, ben oltre le mie aspettative. La Fujifilm X-M1, abbinata allo zoom 16/55 si è dimostrata molto versatile e valida in quelle condizioni, sia con le impostazioni manuali sia con i suoi automatismi, producendo dei file di grande qualità in termini di colore, dettaglio, nitidezza e ben lavorabili nella post produzione. Ma queste informazioni son ben note agli utilizzatori del marchio nipponico.

Concludendo ritengo che il sistema Fujifilm serie X possa essere una concreta e valida alternativa all’interno della fotografia subacquea ricreativa.

Diego Squarcia