Mostra di Elena Givone presso gli spazi della Galleria San Fedele Arte, via Hopeli 3, Milano. Dal 15 marzo al 20 aprile 2017.

Le immagini della mostra I bambini di Aleppo, a cura di Gigliola Foschi, superano i limiti del reportage tradizionale per trasformarsi nell’espressione di un autentico impegno sociale. Non mi sono limita a ritrarre, nelle tende provvisorie del campo profughi di Ritzona (dintorni di Atene), i molti bambini di Aleppo sfuggiti alla distruzione della loro città. Li ho invitati anche a raccontare la loro storia, a disegnare per dare voce alle loro sofferenze, a esprimere il loro desiderio di un mondo migliore dove, magari, vivere ancora in una vera casa accogliente. Tale ricerca, composta dai disegni dei bambini e da ritratti ambientati dai loro sogni, restituisce voce a un’umanità cui è stata tolta la parola e trasforma il fotogiornalismo in una relazione basata sull’incontro e sulla reciprocità delle relazioni.

Il progetto I bambini di Aleppo è stato reso possibile grazie alla onlus inglese Rafi+Friends, che ha prodotto un libro per bambini con la storia di Rafi, un coniglietto giunto con il padre in luoghi sicuri, dopo essere fuggito dalla guerra. Infatti i bambini ritratti tengono in mano proprio Rafi, affinché questo coniglietto simbolo di speranza li guidi, almeno con la fantasia, verso la pace.

Le immagini sono state realizzate nel mese di luglio 2016, con l’utilizzo di una fotocamera Fujifilm X-Pro2 e un’ottica 16-55mm F 2.8.

E’ stata la prima volta che lavoravo con uno zoom, e la sua leggerezza, luminosità e versatilità mi hanno subito conquistato. Lavorare in ambienti stretti, con condizioni di luce variabili, dalle alte luci alle bassissime, fuori e dentro le tende, circondata da bambini che volevano provare a scattare delle foto, con la polvere ovunque, la versatilità di uno zoom luminoso come questo e la possibilità di scattare ad altissimi ISO sono state per me la soluzione vincente.

Infatti durante il mio reportage, parte del lavoro, è stato quello di comunicare con questi bambini, tramite l’utilizzo di matite colorate e fogli di carta, facendomi raccontare i loro sogni.

Non c’erano ne il tempo ne la possibilità di utilizzare luci, reflector o quant’altro. La discrezione di questa fotocamera mi ha permesso di entrare più rapidamente in confidenza con le persone del luogo, restituendomi leggerezza e spazio d’azione.

La postproduzione e stampa della mostra sono state una nuova sorpresa. Il file infatti ha restituito esattamente quei colori e quell’ambiente che si modificava a seconda della luce che veniva riflessa all’interno delle tende.

I teneri sguardi di quei bambini, tutti fuggiti dalla loro città, Aleppo, stampati in dimensioni quasi 1:1 restituiscono la magia e la voglia di credere in un futuro migliore, la stessa sensazione respirata in quei giorni tra le tende di Ritzona.

La mostra sarà aperta fino al 20 aprile 2017 (da martedì a sabato dalle 15 alle 19).