Il progetto artistico-sociale Profumo di vita #neldirittodelbambino nasce per creare un momento di riflessione e approfondimento sul fenomeno sommerso della “violenza assistita” da minori, al fine di far conoscere le conseguenze che si riscontrano nei bambini che ne sono inermi spettatori.

Per affrontare il tema, l’artista torinese Elena Givone ha scelto la fotografia “newborn”, scatti realizzati nei primissimi giorni di vita del bambino per poter cogliere al meglio un momento magico ed irripetibile: il sonno profondo dei neonati e le classiche pose assunte nel grembo materno.

Nelle immagini realizzate presso l’ospedale Sant’Anna di Torino, nel Reparto Universitario  di Ostetricia e Neonatologia, con bambini  appartenenti a differenti zone geografiche e culturali, si vuol cogliere l’essenza e la poesia della vita: la fragilità di un neonato che sprigiona amore, le mani di un genitore che lo hanno messo al mondo, che lo proteggeranno ed aiuteranno a crescere al meglio.

Le immagini in mostra sono state realizzate dal 24 ottobre al 4 novembre 2017, con Fujifilm GFX 50S, per poter cogliere al meglio i particolari e riprodurli su pregiata carta opaca, cotone 100%, nel grande formato 70 cm x 100 cm.

Le caratteristiche di questo strumento, unite alle speciali ottiche a corredo, donano una nitidezza straordinaria, risultando particolarmente indicate per la fotografia “newborn”.

I toni della pelle, la ricchezza delle sfumature, come i più piccoli dettagli prendono vita, rendendo ancora più suggestive le stampe, donando una tridimensionalità ed un realismo unico nel suo genere.

Partendo dalle immagini dell’infanzia, la mostra aspira ad un coinvolgimento emotivo multisensoriale; all’evocativo allestimento di forma circolare, si affianca l’abbraccio della fragranza realizzata per “Profumo di Vita” da Diletta Tonatto dell’omonima maison torinese, che riconduce all’odore del neonato ed interagisce in maniera armonica con quel meccanismo della natura, finalizzato alla conservazione del piccolo ed alla creazione di un legame unico tra genitore e bambino.