Questa storia ha inizio un novembre di tanti anni fa, quando, un ragazzino fresco di diploma delle scuole superiori, indossò per la prima volta la divisa di Allievo Carabiniere Ausiliario.

Di quell’esperienza rimangono tanti ricordi. Ma uno in particolare, legato al discorso tenuto da un ufficiale al momento del congedo, rimane impresso:

Chi ha indossato questa divisa, anche per un breve periodo, rimane Carabinieri per sempre e, un giorno, la vita, farà incrociare nuovamente le nostre strade”.

Al momento sembravano solo parole di circostanza…

Passano gli anni… trenta per l’esattezza.

Gli scatti si inseguono uno dopo l’altro… alle spalle la Banda dei Carabinieri suona in sala prove un pezzo jazz del maestro Gianluigi Trovesi.

Ritornano in mente quelle parole…”la vita, farà incrociare nuovamente le nostre strade”.

Mai avrei immaginato che le strade si fossero date appuntamento per regalarmi il più bel momento professionale della mia vita.

Continuo a fotografare…la Banda suona ancora… e io non riesco a smettere di sorridere.

 Max Angeloni

Sul Campo

In questi mesi in tanti mi hanno chiesto quale fosse, in termini di resa globale, la differenza tra una Full Frame ad alta risoluzione e il medio formato di Fujifilm.
In effetti le differenza ci sono, ma è difficile condensarla in poche righe scritte.
Partiamo da una premessa. Indipendentemente dal formato del sensore, per trarre beneficio dalle alte risoluzioni, siamo obbligati a scattare a basse sensibilità e ottima luce per riuscire a sfruttare pienamente tutte le informazioni che questa tipologia di macchina fotografica è in grado di offrire.

Proprio per questi motivi ho deciso di utilizzarla per realizzare il “posato” del lavoro sulla Banda Musicale dell’Arma dei carabinieri. Un sistema medio formato, unito ad ottiche di ultima generazione permette di sfruttare pienamente tutte le possibilità offerte dall’alta risoluzione, dall’ampia gamma dinamica e dalla massima gradualità dei passaggi tonali. Tutte caratteristiche perfette per non perdere nemmeno un dettaglio della scura divisa storica dei musicisti fotografati su sfondo nero.

In realtà non c’era nessuno sfondo nero. Le sessione di scatto sono state realizzate all’interno della sala prova della Banda in pieno giorno. Per ottenere il fondo scuro Ho dovuto sottoesporre fortemente la luce ambiente e determinare l’illuminazione dei musicisti attraverso la regolazione dell’unico flash utilizzato.

Considerando che il sincroflash imponeva 1/125 come tempo massimo di scatto, ho dovuto chiudere il diaframma fino a f/18 per ottenere il risultato desiderato.

Proprio la possibilità di scattare con diaframmi molto chiusi, senza una apprezzabile perdita di qualità globale dell’immagine è un altro vantaggio offerto da questa Macchina fotografica.

Infatti la medio formato di Fujifilm in accoppiata alle ottiche Fujinon non soffre del fenomeno della difrazione (decadimento della qualità di immagine scattando con diaframmi molto chiusi) almeno fino a f/22.

Quindi… la GFX 50s è una macchina fotografica prettamente da studio? Si..no…forse…non lo so. Anch’io ho cercato di capirlo appena ne ho preso possesso.

In fondo, le dimensioni del sistema sovrapponibili a quelle di una reflex di fascia alta, rendono la GFX un medio formato “da passeggio”.