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Dopo aver parlato dei due ambiti più artistici della fotografia naturalistica arriviamo a descrivere le potenzialità della X-T2 nella wildlife, ovvero quella parte della fotografia naturalistica dove il contatto con l’animale e la natura selvaggia emerge in maniera esplicita.

Fotografia di Paesaggio

Si tratta di un tipo di fotografia molto più lenta e riflessiva, in cui cerco la mia particolare interpretazione del paesaggio analizzando con calma i vari possibili punti di vista e ricercando un “rapporto” con il paesaggio non diversamente da quanto faccio con gli animali. Dunque ho bisogno (oltre ad un solido treppiedi) di focali comprese tra 15 e 200mm (35mm equivalenti) e di una macchina con ottima qualità dell’immagine. In questo tipo di fotografia è fondamentale che il corpo macchina esibisca un’ottima gamma dinamica, elevata risoluzione, e qualità eccellente sia al livello minimo di ISO (fotografia diurna) sia ad iso elevati (fotografia notturna).
Si trattava dunque di un ambito in cui valutare, per così dire, la qualità “assoluta” dell’immagine prodotta dalla macchina in condizioni statiche ottimali (treppiedi, scatto remoto etc.) mettendo alla prova il nuovo sensore X-Trans CMOS III APS-C da 24,3 Mp.
La fotografia di paesaggio è tradizionalmente dominio del full-frame (se non del medio formato): non sarebbe stato un esame facile per la X-T2.
La diffrazione deve essere tenuta sotto controllo altrimenti potrebbe distruggere la nitidezza
dell’immagine nei casi in cui una elevata profondità di campo richiede diaframmi chiusi. Purtroppo,
come è noto, la gamma dinamica è direttamente proporzionale alle dimensioni dei fotodiodi e la
diffrazione è direttamente proporzionale alla loro densità sul sensore. Tradotto, tanto più grande è il
sensore, meglio è. Sulla carta un sensore APS-C non è dunque il sensore ideale per questo tipo di fotografia.
La qualità espressa dalla X-T2 nelle foto di paesaggio è adeguata ad un utilizzo professionale? A voi giudicare, io non posso che offrire alcune delle immagini realizzate e la mia personale convinzione che il compromesso dimensioni del sensore (APS-C)/risoluzione (24Mp) sia ottimale. La densità di pixel non è così elevata da creare problemi in fase di gestione del rumore, la diffrazione è sotto controllo e la risoluzione è pienamente adeguata a cogliere tutti i dettagli di una fotografia di paesaggio. La gamma dinamica è più che soddisfacente e il file Raw si presta ad essere lavorato con ampi margini in post-produzione.

Faroe Islands Faroe Islands Faroe Islands Faroe Islands Faroe Islands Olanda 20160809_00030-10 Borneo

 

Fotografia di Animali

Qui è più difficile riassumere le situazioni che mi capita di incontrare, che ovviamente possono variare molto a seconda della latitudine, del clima, dell’habitat delle specie fotografate eccetera.
Soddisfatto comunque dei risultati fin qui ottenuti ho deciso di mettere alla prova il nuovo sistema nella fotografia di animali.
Dopo alcune sessioni preliminari in oasi naturalistiche italiane ho deciso di testare la macchina nei due reportage più impegnativi: due settimane di safari in Kenya per un servizio sugli elefanti dei parchi Amboseli e Tsavo e a seguire due settimane nella giungla del Borneo alla ricerca delle scimmie nasiche. Considerando che il mio lavoro abituale si svolge prevalentemente in Africa o nella giungla sarebbe stato il test decisivo per decidere se dire addio alla reflex.
In Kenya la povera X-T2 si è trovata a dover sopportare una polvere indicibile.
Decido di utilizzare la macchina anche in modo remoto su postazioni fisse e mobili per ottenere dei
primi piani degli elefanti con un grandangolare (l’XF10-24mmF4). La macchina, protetta solo da una
bustina di plastica parzialmente aperta per far passare i cavi, è sottoposta agli schizzi di acqua e
fango e alla polvere spruzzata dagli elefanti che si trovano ora a meno di un metro di distanza. Un
maschio innervosito dalla mia insistenza scaglia un sasso a tutta velocità contro la macchina: se
l’avesse colpita l’avrebbe indubbiamente disintegrata ma per fortuna la micidiale sassata colpisce,
distruggendola, la custodia protettiva che circonda la macchina (video qui https://www.youtube.com/watch?v=37piE_uvWBE&feature=em-upload_owner)  La macchina risponde rapidamente e ormai ho preso dimestichezza con le ghiere di tempi, iso e compensazione dell’esposizione che trovo comodissime.
In Borneo le condizioni climatiche cambiano completamente: dal caldo torrido e dalla polvere africana passo, nel volgere di poche ore, ad un insopportabile caldo umido con piogge frequenti e un costante velo di umidità che appanna lenti e macchina. Sono curioso di vedere come se la caverà la X-T2 in questa nuova sfida. Intanto il peso sulle mie spalle è decisamente diminuito e i trekking nella giungla sono più agevoli. Questo si traduce, come speravo, in una maggiore rapidità di movimenti e un maggior numero di occasioni colte. Conto i giorni che mi separano dal poter provare l’EF-X500, vero completamento del kit, ma ormai i vantaggi del nuovo sistema mi hanno conquistato. Il dado è tratto, abbiamo finalmente la prima mirrorless “naturale”. Da oggi in poi il mio lavoro sarà decisamente più semplice.

 

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