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Mille colori, un’infinità di linee in una parola: armonia.

Con la primavera alle porte in Olanda la natura si prepara a dipingere i paesaggi di nuovi colori.
La fioritura, in particolare quella dei tulipani, fiore simbolo della nazione, viene vissuta come un evento legato a feste e manifestazioni, ma la vera festa è l’annuale riapertura del Keukenhof, uno dei parchi botanici più celebri del mondo che, in questa stagione, dà il meglio di sé, tra i colori e i profumi di oltre sette milioni di fiori da bulbo.

Importati dalla Turchia alla fine del XVI secolo, i tulipani (il cui nome deriva da tullband, cioè turbante) si diffusero ben presto come merce di lusso e l’Olanda divenne il maggiore produttore in Europa.
I Tulipani sono originari delle aree montane dal clima temperato e prosperano in aree con lunghe e fresche primavere e secche estati. Si piantato in tarda estate o all’inizio dell’autunno.

L’interesse di Simone Sbaraglia per questo fiore nasce dall’idea di realizzare delle foto che ritraessero la perfezione geometrica dei filari dei tulipani piantati uno vicino all’altro, catturandone l’essenza del tulipano e cercando di astrarne il piú possibile la forma.
La ricerca dell’arte nella natura e l’astrazione sono una parte molto importante dello stile di Simone, che negli anni ha trasformato il suo lavoro nella rappresentazione delle sue emozioni piuttosto che in quella della realtà.

Il mondo naturale è permeato di bellezza e poesia, e il compito del fotografo naturalista è quello di riportare questa bellezza e questa poesia nelle sue fotografie, affinché tutti possano vederle.
Entrare con l’obiettivo all’interno dei fiori per ritrarne l’essenza interiore, sdraiarsi nei campi per guardare il cielo con gli occhi di un tulipano, noleggiare un piccolo aereo per sorvolare i campi in fiore, ritraendoli in modo artistico e astratto, è stato il percorso di ricerca che ha portato il lavoro di Sbaraglia sui tulipani verso un’estremizzazione del punto di vista che raramente è stato fatto in foto di natura.

La vista dall’alto ha offerto ai suoi occhi strisce di colore che ha abilmente rappresentato, vedendole più come dei colpi di pennello su una tela che come filari di tulipani da fotografare. Quella perfezione geometrica non poteva che prendere la forma dell’astrazione che regala all’osservatore un’interpretazione artistica della natura, comunicando bellezza ed armonia. Il risultato è proprio quello di un quadro astratto. Ci vuole un po’ per realizzare che sono fiori, ma quando si scopre che quelle strisce, quei puntini colorati sono proprio quei tulipani di quell’aprile olandese, non si può evitare di capire che c’è una bellezza interiore in tutto questo.

Alcuni giornali internazionali, infatti, hanno commentato così il lavoro di Sbaraglia:

“I bellissimi scatti aerei, della fioritura dei tulipani catturati vicino Amsterdam in Olanda, dal fotografo naturalista Simone Sbaraglia, ricordano i lavori astratti di pittori come Mark Rothko e Barnett Newman a altri artisti associati con il movimento nato tra la fine degli anni ‘50 e l’inizio degli anni ’60, conosciuto proprio con il nome di “Color Field”.

E ancora:

“Semplicemente intitolate Tulip Fields, la serie mostra l’esperienza di Sbaraglia come fotografo naturalista nell’esaminare le proprietà geometriche delle piante, e il valore artistico dei paesaggisti che hanno seminato la moltitudine dei tulipani”.

Questo accostamento tra arte e fotografia non è mai stato tanto vero. In un mondo invaso dalle immagini dove la maggior parte delle persone crede che scattare una fotografia sia un gesto di estrema facilità, è quanto mai importante avere la consapevolezza che tornare a casa con un buono scatto è un evento molto raro, anche per il miglior fotografo.

Il momento magico non esiste; studio approfondito del soggetto, conoscenza profonda della tecnica, osservazione, creatività e anche un pizzico di fortuna, sono i presupposti alla base di un buon lavoro fotografico, come di un buon lavoro artistico.

Di Francesca Bongarzoni