0/1-29/1/2018

Organizzato dall’X-Photographer Riccardo Spatolisano in collaborazione con l’Agenzia di Viaggio Pianeta Gaia.

Vi accompagnerò in questo Travel Xperience dandovi l’opportunità di fare un vero e proprio corso di fotografia on the road e di testare sul campo l’attrezzatura messa a disposizione da Fujifilm Italia.

 

PROGRAMMA

20/1/2018 Partenza dall’Italia e arrivo in hotel ad Addis.

1° giorno (domenica)

Addis-Sambete.- Dessie  (375 km 7  ore circa)

Partenza nella prima mattinata per Kombolcha. Si percorrerà la strada degli altopiani, seguendo il tracciato costruito dagli italiani ottanta anni fa. Si attraversano le regioni degli Oromo, poi il Wollo. I villaggi che si visiteranno saranno Amhara e Oromo, con paesaggi di campi di teff, il cereale dell’Etiopia. Si salirà sino a tremila metri con Panorami grandiosi e sconfinati verso la Rift Valley. Ci sarà tempo per il mercato domenicale di Sembete, luogo d’incontro di Oromo. In serata si arriverà a Dessie, città-snodo delle grandi strade del Nord dell’Etiopia. Pernottamento al Time hotel.

 

2° giorno (lunedì)

Kombolcha-Bati- Samera   (  230  km  5 ore  circa)

Ci si dirigerà verso Est. Lasceremo gli altopiani per scendere nella Rift Valley, verso le solitudini della Dancalia. Si entrerà nella regione degli Afar, il popolo ribelle, la gente dei deserti di fuoco e sale, che vivono fra l’Etiopia, l’Eritrea e Gibuti. Gli Afar sono pastori nomadi, allevatori di capre e dromedari. Nel Nord della Dancalia cavano sale dal fondale di un antico mare. Prima di raggiungere la Dancalia vi sarà una mattina da passare al grande mercato settimanale di Bati, il più affollato fra i luoghi di incontro fra i pastori Afar e i contadini Oromo. Bati non è un semplice mercato: è uno spettacolo grandioso di umanità.

Notte in hotel a Samera Agda

 

3° giorno (martedì)

Samera – Afdera – Erta Ale  (320km / 7 ore circa )

La mattina partenza  per  raggiungere il lago Afdera, conosciuto dai colonialisti italiani come lago Giulietti. É una lunga sgroppata lungo una strada asfaltata che attraversa un desolato e bellissimo deserto di lava. All’improvviso appare il lago e le saline. Il viaggio prosegue lungo la pista che conduce al villaggio di Ksrawat, luogo di transito per la salita all’Erta Ale. É il vero viaggio nel Nord della Dancalia: si attraversano piane sabbiose prima di percorrere una faticosa pista tracciata nelle colate di lava. Si sfiorano villaggi remoti e cimiteri Afar con monumenti funebri di lava.

A Ksrawat ci sarà il controllo dei nostri permessi, lì si contratterà con le autorità locali, si ingaggeranno guide e i cammellieri per salire alla vetta del vulcano Erta Ale. Nel primo pomeriggio, in auto, comincia il cammino di avvicinamento alla caldera dell’Erta Ale, la montagna che fuma. Sarà una lunga giornata. Si percorrerà la piana di Dodom fino a un passaggio nelle antiche colate di lava che accerchiano il vulcano. É una pista faticosa che conduce fino a uno spiazzo che funziona da campo base per la salita all’Erta Ale. É un percorso di quasi due ore. Si riposa all’ombra di un paio di acacie e poi si cena.

 

4° giorno (mercoledì)

Erta Ale – (trekking  4 ore circa)

La mattina, prima che sorga il sole, cominceremo la marcia verso il vulcano.

L’Erta Ale ha un profilo che sembra non intimorire, ma non bisogna lasciarsi ingannare: sono necessarie quasi quattro ore di cammino per salire da meno 70 metri a una quota superiore ai cinquecento metri. Lo spettacolo è al di là di ogni immaginazione: l’Erta Ale è un doppio balcone, bisogna scendere (un balzo di pochi metri su un sentiero precario) fino a un ‘pavimento’ di lava recente. É una sorta di piattaforma sulla meraviglia del vulcano. Cercheremo di avvicinarci il più possibile alle sponde del grande catino vulcanico: il magma rimbomba, esplode, è un mare mosso di pietra liquida e nera.

 

5° giorno (giovedì)

Erta Ale-Waideddu-Hamed Ela  (110 km, 5 ore circa)

Addio al vulcano. Poco dopo l’alba si scende verso la radura del campo base dove si ritrovano le macchine.

Una buona colazione e si parte alla volta di Ahmed Ela.

La piana di Dodom è un deserto di polvere e vento. Sulle ultime pietre laviche sorgono villaggi schiantati dal sole (Urtikibili, Abdellali, Ataytu). Il corso di un altro grande uadi (che corre parallelo alle colate laviche) è una benedizione per le genti Afar di questa terra: qui sono stati scavati numerosi pozzi e abbeveratoi.

Si prosegue e, negli anni di buone piogge, la Dancalia riserva la sorpresa di essere un pascolo verde e fertile. Mandrie di vacche e capre popolano la piana di Adogura: una prateria cresciuta proprio là dove finiscono le grandi colate di lava. Numerosi i villaggi Afar all’orizzonte di questi pascoli: il più importante è Namegubbi.

Un cammino a volte difficile: si costeggia la sponda orientale della spianata Dancala: l’orizzonte è chiuso da una linea di antichi vulcani (il Chebril Ale, l’Aiu, il Gabull, il Borale).

All’improvviso appare un’oasi di palme dum: è il villaggio Afar di Vaideddu, ben conosciuto nella piana per la sua produzione di duma, una bevanda che si ricava facendo fermentare la linfa della palma Dum. Vaideddu è un grande villaggio nascosto: circa 200 burra dispersi in un’oasi dove vivono circa 800 persone.

Nel pomeriggio si raggiunge Ahmed Ela, “il pozzo di Ahmed”, l’unico, vero villaggio di questo deserto: cinquecento abitanti (estrattori e intagliatori del sale) durante i mesi delle carovane, non più di venti persone d’estate. Qui le carovane pagano le tasse per l’estrazione e il trasporto dei blocchi di sale, qui si incontrano i cammellieri dell’altopiano con le squadre che estrarranno e modelleranno il sale, qui avviene l’ultima sosta prima del cuore della Piana del Sale.

Al villaggio verremo ospitati in una capanna costruita per i visitatori. Capanne Afar con letti Afar.

 

6° giorno (venerdì)

Hamed Ela – Dallol (30 km ) – la Piana del Sale –lago  Karoum Assabole (30 km )

Risveglio ad Ahmed Ela. Il villaggio è sul confine della Piana del Sale, antico fondale marino. É di un infinito accecante. Si seguono sentieri quasi invisibili in mezzo al deserto del sale. Si punta sulla strana montagnola di As Ale, uno sperone di roccia rossastro al centro della piana. É una concrezione salina formata da solfato di magnesio dalle proprietà curative, un doppio isolotto che emerge dal mare di sale che lo circonda.

Nell’area settentrionale del lago As Ale, ai confini con l’Eritrea, vi è un grande scoglio, un isolotto che sorge dalla Piana del Sale. É Dallol, “il luogo degli spiriti”. É una straordinaria e irreale collina alta una cinquantina di metri, un iceberg vulcanico cresciuto sulla crosta salina della depressione dancala. La terra ribolle a Dallol, i geyser sono in perenne attività e scolpiscono sculture multiformi: il paesaggio si trasforma in giardini fioriti, in grandi pietre circolari, in laghetti dai colori sorprendenti, in piccoli coni vulcanici dai quali fuoriescono fumi acri. É terra viva. Qui gli italiani, negli anni Trenta, ebbero il coraggio di costruire un villaggio minerario (estraevano potassio da questa collina), le sue rovine, calcinate dal sole e dal sale, stanno ancora decomponendosi sulla sua sommità.

Attorno alla collina, uno spettacolo: a sud di Dallol, da un altro scoglio di sale pietrificato, esce acqua a temperature altissime. La strana sorgente diventa un rigagnolo che alimenta un lago circolare di acqua ribollente. Uno stagno danzante si trova anche a oriente della collina di Dallol: qui geyser sotterranei non danno tregua alle acque di superficie che sembrano ballare al ritmo di un maestro d’orchestra sconosciuto. Grandi faraglioni di pietra salina si alzano a occidente di Dallol: sono le colonne che segnano i confini di questa isola incredibile. Il confine con l’Eritrea è a poca distanza. Poco più in là dalle colonne di Dalol, c’è il lago nero, una recente esplosione freatica.

Ritorno verso Amed Ela e Assale e poi il lago Karoum che si sposta con il vento…

Nel pomeriggio partiamo per raggiungere Asso Bole, villaggio Afar all’ingresso del canyon del fiume Saba. Asso Bole è uno dei luoghi di sosta delle carovane nel lungo viaggio di ritorno verso l’altopiano. Qui vi è sempre acqua, uomini e dromedari bevono, riempiono le otri di pelle di capra, si lavano. Molti passano la notte al riparo delle pareti del canyon. Rientro al Campo.

 

7° giorno (sabato)

Assabole -Berhale-Wuko (160 km / 3 ore circa)

All’alba un breve cammino lungo il fiume Saba per vedere i fuochi dei cammellieri.

Ritorno la mattina alla piana del sale dove uomini stanno tagliando la crosta salina a colpi di accetta, altri cercano di sollevare lastre immense. Gli intagliatori, a piccoli colpi, danno forma ai blocchi. I carovanieri aspettano al sole. Caricano gli animali solo quando sono certi di ripartire. I cammelli sostano attorno alla cava. Al riparo di muretti di sale, qualcuno ha aperto una rivendita di tè: è l’unico momento di sosta che questa umanità si concede.

Ritorno verso l’altopiano, la pista è una brusca salita per raggiungere i duemila metri della sponda del più grande altopiano africano. Dopo alcune ore di viaggio, ci ritroveremo ad Agula, lungo la strada asfaltata che collega Makallè ad Adigrat. Abbiamo lasciato la regione Afar e ora ci troviamo in Tigray.  Lodge a Wukro.

 

8° giorno  (domenica)

Wukro Makalle ( 70 km) – volo per Addis Abeba

Dopo Wukro visiteremo la chiesa di Abraha Atsebha ( 7°-11°sec),  una bella chiesa ipogea internamente affrescata. É dedicata ai fondatori del cristianesino etiopico, ossia re Esana e suo fratello Sezana. Si racconta che vi sia conservata la croce appartenuta a Frumezio il primo vescovo della chiesa copta etiopica. É tutta affrescata con dipinti ben conservati.

Trasferimento a Makalle e visita del mercato del lunedì; nel pomeriggio volo per Addis Abeba day use in hotel, cena e trasferimento in aeroporto.

 

Minima attrezzatura consigliata e cavalletto.

 

NB: Il programma, per esigenze fotografiche, potrà essere modificato. Valuteremo di giorno in giorno le opportunità fotografiche migliori basandoci, su meteo ed esigenze del gruppo.

 

Numero persone: Min. 6

Durata: 8 giorni

Periodo: dal 20 al 29 Gennaio 2018

 Quota individuale di partecipazione:

 Quota base 10/12 partecipanti – 2350€ a persona

Quota base 8/9 partecipanti – 2450€ a persona

Quota base 6/7 partecipanti – 2550€ a persona

 

Per informazioni, anche riguardo ciò che la quota comprende o no, e per prenotare il viaggio cliccare sul link allegato:

 http://www.pianetagaia.it/viaggio/1708/3361/dancalia-con-fotografo