Velocità, sono pura velocità

Mi chiamo Felice, sono un fotografo sportivo, e seguo ufficialmente la MotoGP ormai da sei anni.

Mi piace iniziare raccontando un piccolo aneddoto:

mi ricordo ancora la settimana che precedeva la mia  prima gara da professionista (era la WSBK a Misano Adriatico nel Settembre 2011), il pensiero di qualche malfunzionamento della mia attrezzatura reflex non mi fece dormire per tutta la notte. Quindi, qualche giorno prima, decisi di acquistare un ulteriore corpo macchina, un altro battery grip, ulteriori batterie di riserva ed ovviamente…”un nuovo zaino” che potesse contenere tutta quella ferraglia, e per tutti questi anni la mia seconda anima da “Sherpa” mi ha accompagnato lungo la via del Moto Mondiale. Ad un certo punto la mia schiena e le mie spalle si sono letteralmente “ribellate”; era giunto il momento di trovare una soluzione che potesse garantire alcuni fattori per me fondamentali: qualità di immagine, affidabilità, ed ingombro ridotto.

Qualità delle immagini: sebbene il mercato della fotografia sportiva sia per lo più editoriale sul web, l’immagine finale rimane sempre di fondamentale importanza; è vero che oramai anche le più note testate giornalistiche veicolano le news attraverso il loro sito web, e la carta stampata è sempre più rara (quindi le immagini sono solitamente a bassa risoluzione), ma è altresì vero che spesso vengono richieste delle stampe (o file) per scopi specifici (merchandising o advertising) di dimensioni generose…quindi avere un file di qualità è sempre importante.

Affidabilità: giornate intere sotto il sole cocente, o sotto il diluvio universale, polvere e grandine…le fotocamere dei fotografi sportivi di certo non sono sempre trattate con i guanti bianchi; aggiungiamo anche che in un weekend di gara si possono arrivare a scattare anche 5000/6000 fotografie, beh…capite bene che avere un sistema che non ti lascia a piedi in situazioni critiche è vitale.

Ingombro ridotto: queste due parole vanno decisamente in contrasto con l’attrezzatura del fotografo sportivo. Sei un fotografo sportivo? Bene…allora la tua attrezzatura (quasi sempre reflex) peserà 47Kg e dovrai portartela appresso per tutto il fine settimana.

Ma siamo sicuri che tutte queste caratteristiche le abbiano solo le reflex con i tele bianchi con la riga rossa, o quelle gialle e nere?

Bene, per me l’alternativa c’è, esiste, è piccola, pesa poco, è veloce e si chiame Fujifilm X-H1, gentilmente messa a disposizione da FujiFilm Italia, per questo progetto che io ho simpaticamente intitolato: Velocità travestita da Mirrorless.

La X-H1, insieme alle ottiche XF50-140 e XF100-400, mi hanno accompagnato nel weekend di MotoGP all’Autodromo Internazionale del Mugello.

Fine settimana torrido, temperature molto alte, asfalto bollente che mette in crisi le ottiche lunghe anche delle case più blasonate, ma la “piccola” X-H1 non ha mollato mai…spalle larghe contro i colossi della fotografia, e sempre pronta a scattare.

Un autofocus decisamente migliorato rispetto al già collaudato sistema della X-T2, veloce, rapidissimo, con un aggancio del soggetto in movimento molto più reattivo (soprattutto quelli frontali alla lente), ed un inseguimento costante e affidabile. Il tutto aiutato da una raffica di tutto rispetto.

Saetta McQueen diceva “Velocità, sono pura velocità

Il sensore X-TRANS da 24 Mpixel sforna ottimi jpeg, nitidi, puliti anche alle alte sensibilità (io scatto solamente in questo formato, poiché devo disporre di immagini pressoché pronte per essere inviate alle agenzie).

Rispetto a X-T2, anche il mirino elettronico ha fatto un bel passo avanti, ed è stato migliorato esattamente dove volevo che fosse migliorato: mirino buio tra un fotogramma ed il successivo nello scatto a raffica, qui è stato fatto veramente un bel passo avanti.

Avevo a disposizione anche il battery grip che consente di utilizzare ulteriori due batterie (in aggiunta a quella inserita nel corpo macchina), che aumenta notevolmente l’autonomia e soprattutto l’ergonomia del corpo macchina quando si usano tele lunghi come il 100-400mm.

La doppia scheda SD va a completare il quadro delle caratteristiche di questa fotocamera.

Per ben 3 giorni ho “stressato, spremuto, maltrattato (non in senso letterario eh), staccato e attaccato ottiche, fatto raffiche da 11fps”, ma X-H1 è sempre stata in grado di soddisfare le mie esigenze qualitative e di affidabilità, è stata li al mio fianco, e stata li sulla mia schiena…ma non nel solito zaino da 47Kg, ma in un mono spalla, dove c’era anche una X-T2 a farle compagnia…

Un altro gran bel lavoro…brava Fujifilm

Felice Monteleone