Ci sono dei momenti della vita in cui decidi di voler staccare la spina del tutto, anche dalla fotografia “impegnata”, e rilassarti.
Quest’anno, che è stato lavorativamente parecchio impegnativo, per le ferie ho deciso di prendere molto tempo per me e soprattutto per stare con la mia famiglia.
Un mese. Non facevo così tante vacanze dai tempi delle scuole medie…
Dopo una settimana al mare e due settimane in montagna, siamo partiti alla volta di Costanza, per fare un tour di 260km in bicicletta intorno al lago che bagna Svizzera, Germania e Austria.
Con calma, con due biciclette Atala a pedalata assistita lungo una pista ciclabile che consente di stare praticamente sempre lontani dal traffico automobilistico e passa in mezzo a paesini bellissimi e ad una campagna curata e ordinata.
Per un non-sportivo come me, portarsi dietro circa 165kg (io, la bici, mio figlio di due anni, il trailer per lui, e tre borse con i bagagli) era una scelta obbligata puntare su una bici che mi consentisse di non morire lungo le salite che in alcuni punti si incontrano.
Viaggiare in bici però ti obbliga a portare poche cose: pochi bagagli, pochi giochi per mio figlio Brando, e una sola macchina fotografica con una sola lente.
Ho deciso quindi di portare con me la sola Fujifilm X-T100, una fotocamera poco impegnativa e molto compatta, da usare proprio come “fotocamera delle vacanze”, scattando quasi sempre in automatico e senza troppa attenzione, con il solo scopo di documentare alcuni momenti di questa vacanza per noi così “diversa”.
Le foto che vedrete non hanno velleità artistiche, sono solo delle foto “di famiglia” che finiranno stampate in un piccolo album da tenere su uno scaffale.
Dalla Valtellina, in auto, abbiamo scavallato le Alpi nel Julierpass,  ci siamo fermati a pranzare a Pontresina, dove passa il trenino rosso del Bernina e siamo arrivati a Costanza, dove anche anche i ristoranti nel centro storico hanno un fascino d’altri tempi. 
La ciclabile è pensata per le famiglie, e lungo tutto il percorso i parchetti che consentono di far giocare i bambini sono molti e sempre ben curati.
Il meteo, nei primi giorni, non è stato particolarmente clemente, e ci ha obbligati a prendere un traghetto per evitare una ventina di chilometri sotto la pioggia battente.
Ovviamente anche il traghetto è organizzato per portare bici e trailer, che da noi sono una rarità, ma in moltissime città di questa zona sono LO strumento per portare i figli a scuola ogni giorno.
Per fortuna il meteo ci ha assistiti per il resto del viaggio, e siamo stati in grado di pedalare senza bisogno delle protezioni antiacqua.
Intorno al lago tutta l’economia si basa sulla pista ciclabile e ogni attività commerciale, ristorante o hotel, permette di poter parcheggiare in maniera sicura le bici.
La Fujifilm X-T100 è stata davvero una scelta azzeccata: ha viaggiato sempre nella borsetta che avevo sul manubrio, per essere pronta in ogni situazione in cui volessi scattare.
La lente XC15-45mm con zoom motorizzato si è comportata bene, e mi ha consentito di scattare con una ottima qualità, bloccando anche momenti come questo, in cui un’ape si posa su un ignaro collega Fujista. 
Per chi non fosse molto pratico di fotografia, ora la X-T100 ha una modalità SR+ che permette, in totale automatismo, di riconoscere la scena e di adattare le impostazioni nella modalità migliore per quello specifico soggetto.
Le simulazioni pellicola Fujifilm consentono di avere colori pastosi e pieni in ogni situazione.
Naturalmente è sempre possibile, per chi fosse interessato, intervenire sulle impostazioni, per decidere di utilizzare un diaframma più aperto e sfocare lo sfondo.
Con un peso totale (macchina + lente) di circa 580 grammi, la X-T100 è stata davvero una ottima scelta per chi, come me in questo caso, abbia necessità di avere una ottima qualità del file in un corpo compatto.
Anche in condizioni di scarsa luminosità il file è lavorabile.
Insomma, se cercate una macchina economica, portatile e facile da utilizzare per entrare nel mondo Fujifilm, X-T100 dovrebbe entrare tra le macchine da valutare.